Caffè Costa Rica, corso San Maurizio
69, angolo Via Vanchiglia
Questa mattina avverto un leggero
languorino...la mia non è proprio fame, è piuttosto VOGLIA DI
QUALCOSA DI BUONO! Ma non sono una ricca signora d'alta classe
vestita di giallo e non possiedo nessun Ambrogio che possa soddisfare
le mie voglie, quindi vado a procacciarmi il cibo da sola, come
facevano gli uomini primitivi quando sentivano la loro pancia
brontolare. Si, è vero, mi manca qualche freccia per non fallire
nella caccia, ma poco importa, trovero' sempre qualche bar aperto!
Ultime parole famose... il deserto. È domenica mattina e
naturalmente è tutto chiuso. Ma non mi perdo d'animo: prima, per
darmi un tono, sono uscita di casa con un cappello giallo che evoca
la madama della pubblicità della Ferrero Rocher, quindi mi sento
sicura dentro alla mia costruzione mentale è so che non fallirò.
Come a lei, anche a me tutti presteranno attenzione. Ma continua a
non esserci nulla di aperto. A un certo punto, toh! Un miraggio.. il
caffè Costa Rica non tradisce, con le sue luci bianche che si
intravedono da fuori sa subito di accogliente. Arrivo con sicurezza e
ordino un bicchiere d'acqua, un cappuccio e una brioche alla crema.
Attenzione: quando ordinate l'acqua, chiedetela sempre per prima
ovunque voi andiate. Succede infatti che, per una strana reazione
della mente umana, la cosa che viene detta per ultima dal cliente
venga dimenticata dal cameriere. Provare per credere! Mi siedo su una
comoda sedia: tutto ciò che fa parte del locale puo' essere
ricondotto a due colori, il bianco e il rosso. I quadri appesi alle
pareti raffigurano personaggi del cinema e seguono la tendenza di
arredare del giorno d'oggi; secondo me un pizzico di fantasia
personale non dovrebbe mancare mai, ma tutto sommato questa scelta si
puo' capire. La cameriera con cui parlo ha la tendenza a pronunciare
la “e” di 'prego' in modo molto aperto; alla seconda volta che
dice 'prego' sogghigno. Tra i 'prego' mi arriva il tutto ma non vedo
il bicchiere d'acqua. dove ho sbagliato? Il cappuccino ci sta sempre,
non ho mai trovato un cappuccino che mi faccia schifo. Il caffè
sembra quello di tutti i bar, dunque normale. Piuttosto la brioche
non è entusiasmante. Non è quella brezza fresca di primo mattino,
non è l'ondata travolgente..insomma, non è. Ma la pasta è buona,
da classica brioche surgelata che arriva ai bar. Il ripieno invece è
un po' un orrore, perchè la crema ha il sapore di vaniglia, ma
vaniglia non alimentare bensì la profumazione degli Arbre Magique.
Dunque scarto il ripieno, lo riposo gentilmente in un fazzolettino
richiudendolo. Il personale è tranquillo, l'atmosfera è quella di
un bar tra il moderno e il conservatore; la gente che lo frequenta la
domenica mattina è quella della zona, che probabilmente esce per
fare due passi e leggere il giornale in compagnia di un buon caffè.
La radio passa canzoni improponibili, ma quello succede in qualsiasi
parte del mondo di domenica mattina. È arrivata l'ora di andare a
casa. Il mio pancino è sazio di dolce e ora inizia la giornata!
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