Caffè Plaza, pza della Gran Madre di Dio
ci vado in uno stato di
nervosismo totale. Dopo avere litigato in macchina con il mio
ragazzo, devo scegliere se andare al Gran Bar, che costa un sacco di
soldi ed essendo un posto molto bello verrebbe rovinato dal mio
pessimo umore, oppure puntare al Caffè Plaza che sembra carino e
decisamente più semplice. Decido per quest'ultimo, appunto. Fuori
c'è una pioggerellina sottile che conferma il grigiore del cielo e
si sposa perfettamente con la voglia di spaccare tutto che sento
dentro di me. Ma è proprio il contrasto tra il fuori e il dentro a
rendere più invitante questo barettino.. si viene accolti subito da
un certo tepore: essendo un ambiente ristretto rimane abbastanza
caldo, e pure impregnato di odore-profumo di cibo nel caso in cui si
cucinino piatti sfiziosi! L'ambiente è coccoloso, con il bancone e
i tavolini in legno e le lucine che si riflettono sulle specchiere.
Vagamente ricorda un bistrot, perchè all'interno dell'espositore si
trovano anche molti piatti salati per il pranzo. Prendo una brioche
alla marmellata: mmm....bbona. Bbona bbona. Si presenta compatta, con
sfumature di colore più chiaro alle estremità e intenso nella parte
centrale.. l'involucro è decisamente “dorato”. Come ogni pazza
psicopatica che si rispetti, non la mangio come fanno tutti... Ho la
tendenza, quando mi piace veramente quello che sto mangiando, a
dividere gli strati di cui è composto. Ad esempio: da piccola
mangiavo i ringo e le kinder paradiso come le kinder fetta al latte
partendo prima dal ripieno e poi mangiando il resto. Con
l'evoluzione ho abbandonato questi cibi, per passare a qualcosa di
molto piu' complicato: le lasagne. “come faccio a mangiare le
lasagne? Ah certo, mangio ogni singolo strato! Tenendo naturalmente
quello della besciamella per ultimo, perchè è anche il migliore”.
E così sono passata alle brioches e
alla mozzarella. Prima le “sbuccio” dalla loro pelle, poi arrivo
al cuore, con molta, molta calma.. e faccio un sacco di briciole sul
tavolo! Ma questo è un altro discorso.
Dicevamo: si arriva pian piano al
ripieno.. ma in questo caso, nella mia brioche di marmellata, dov'è
il mio meritato ripieno? È scomparso, o me lo sono già mangiato
senza accorgemene? Bah, questo è un vero mistero. Il dubbio mi
affligge. I ricordi mi sono di aiuto: credo di averne sentito il
gusto qualche boccone prima, ma cmq sono convinta che anche se ci
dovesse essere stata, era sicuramente un accenno, un minicicciolo di
marmellata, un'idea. E questo è il grande problema non solo della
mia brioche del Caffè Plaza, ma anche di tante altre bioches nel
mondo torinese, che hanno il diritto di essere rimpilzate di ripieno
come si deve, ma purtroppo non vengono ascoltate, sono emarginate da
tutto e da tutti. Penso che ci sia un pasticcere, con un volto e
un'anima, dietro a tutto questo. E che venda brioches con pochissimo
ripieno un po' ovunque. Giuro che indaghero'.
Il tempo passa allegramente..il bar ci
ha riconciliati. I camerieri sono simpatici e alla mano e come
immaginavo mantegono una certa eleganza nel servire i clienti..
certo, siamo davanti alla Gran Madre, néh! Adoro la cortesia dei
modi in un cameriere. Adoro quando sorridono, e anche quando dentro
di loro sono pensierosi ma si sforzano ugualmente ad essere gentili
con il prossimo. Se tornassimo indietro nel tempo e se all'interno
del locale vendessero l'assenzio, ci si potrebbe trovare
tranquillamente una donna strafatta come quella ritratta da Degas un
secolo fa, perchè l'atmosfera si presta anche a questa situazione.
Beh, nel dubbio, mi mangio un'altra brioche. Questa volta la prendo
senza nulla dentro, e cambia automaticamente la consistenza: se
l'altra era piu' panosa, piena di pasta e compatta, ora la “texture”
lascia piu' respiro, è ariosa, ha spazi vuoti al suo interno,
inoltre la pasta in sé è morbida, resistente, tipo la pubblicità
dell'asciugatutto in cui cerchi di rompere un pezzo di carta dalle
estremità ma questo non si spezza, e sa in alcuni momenti di pasta
cruda dolce, che è la condizione ottimale perchè una brioche sia
deliziosa. Quindi, 2 a 1 per quella vuota!
Bisogna immaginare che i momenti
deliziosi passati qui dentro abbiano sullo sfondo: una canzone di
Vasco (bleah!), un cd di Samuele Bersani e un duetto di Nina Zilli
con Giuliano Palma. Per trarne le conclusioni, la musica non è
pessima ma neanche eccelsa.
Esco dal bar, solita pioggerellina..

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